2026-06 | Rubrica: La storia e i compiti della Soprintendenza - Tutela e vigilanza

Di cosa si occupa la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Abruzzo e del Molise? Quali sono le sue principali aree di intervento?

Tra i compiti principali ci sono la vigilanza e la tutela che la Soprintendenza, in qualità di ufficio periferico del Ministero della Cultura e articolazione territoriale della Direzione generale Archivi, esercita nel proprio territorio di competenza sui beni archivistici e librari appartenenti a soggetti pubblici non statali e su quelli di proprietà privata dichiarati di interesse culturale.

Su quali beni si applica la tutela e la vigilanza?

La tutela e la vigilanza si applicano su un'ampia varietà di complessi documentari e librari di interesse storico, in particolare su tutti quelli riconducibili alla categoria dei beni "non statali", appartenenti a:

  • enti pubblici territoriali (regioni, province, comuni);
  • enti pubblici non territoriali (come camere di commercio, università, istituti scolastici, aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere, agenzie delle entrate, agenzie ex fiscali, agenzie regionali per la protezione ambientale, Banca d'Italia, INPS, INAIL, ACI e molti altri);
  • privati, sia persone fisiche e famiglie, che persone giuridiche (ad esempio imprese individuali o collettive, fondazioni, partiti politici, sindacati, ecc.).

Secondo il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), sono definiti come beni culturali gli archivi e singoli documenti, le raccolte librarie delle biblioteche, i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni appartenenti a soggetti pubblici e a soggetti privati, quando per questi ultimi sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale.

La Soprintendenza collabora, inoltre, con le istituzioni ecclesiastiche nella tutela e salvaguardia dei loro archivi e delle loro biblioteche, come quelli vescovili, capitolari e parrocchiali, a seguito dell'intesa del 18 aprile 2000 tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Conferenza Episcopale Italiana, resa esecutiva con il DPR 16 maggio 2000, n. 189.

Come si esercitano concretamente le attività di tutela e vigilanza?

Attraverso una serie di atti e interventi amministrativi, tra cui:

  • Ispezioni e vigilanza sugli archivi e biblioteche pubbliche e private (controllo sulla conservazione dei beni archivistici e librari, sulle sedi, sugli spostamenti anche verso l'estero);
  • Autorizzazioni allo scarto di documenti e materiale bibliografico, per evitare distruzioni improprie;
  • Verifica e approvazione di lavori su archivi e beni librari (riordino, restauro, digitalizzazione, disinfestazioni);
  • Dichiarazioni di interesse storico per archivi privati ed ecclesiastici;
  • Interventi urgenti in caso di calamità naturali (alluvioni, terremoti, ecc.);
  • Accoglienza temporanea o definitiva presso strutture statali (deposito, comodato, donazione, acquisto) in caso di rischio o cessazione di enti;
  • Sostegno tecnico e finanziario: consulenza, contributi o copertura totale della spesa per interventi di particolare rilevanza;
  • Tutela dei beni dello Stato: rivendicazione di documenti in possesso di terzi e controllo sui trasferimenti e prestiti di archivi e biblioteche.

 


 



Ultimo aggiornamento: 24/06/2026