2026-08 | Sfogliando un catasto preonciario: storie e immagini che raccontano il territorio
Una memoria conservata nel catasto preonciario di Villa Celiera, oggi presso il Comune di Civitella Casanova (PE)1, restituisce una testimonianza diretta e drammatica dello sciame sismico che, all’inizio del 1703, colpì una vasta area del territorio abruzzese.
L’anonimo estensore del catasto annota:
«Il 14 gennaio 1703, alle due di notte fece una scossa di terremoto […] senza far danno alcuno. Poi, il 2 di febbraio dello stesso anno […] fece un’altra scossa terribilissima di terremoto».
La seconda scossa, verificatasi durante le celebrazioni della Candelora, ebbe conseguenze devastanti. L’Aquila fu «tutta fracassata» e, secondo la testimonianza, «la perdita fu di cinquemila persone circa». Furono gravemente colpiti anche altri importanti centri, tra cui Paganica, Montereale, Arischia e Amatrice.
Anche il territorio circostante subì danni ingenti. A Civitella, si legge, «quasi la metà precipitò, senza perdita di persone, per grazia»; sorte analoga toccò agli abitati vicini, tanto che in molti furono costretti ad abbandonare temporaneamente le proprie case e a trasferirsi in campagna.
Ma che cos’è, esattamente, il documento che conserva questa preziosa memoria?
Il catasto preonciario è così definito perché formato anteriormente ai catasti onciari, introdotti nel Regno di Napoli con le riforme fiscali promosse nel 1741 da Carlo III di Borbone e così chiamati in riferimento all’oncia, l’unità monetaria di riferimento per la valutazione della rendita.
Nel Regno di Napoli, le prime disposizioni in merito alla formazione dei catasti risalgono all’età angioina. Successivamente, nel 1467, venne previsto che ciascuna Universitas provvedesse alla compilazione di un proprio catasto.
La loro funzione era essenzialmente descrittiva e fiscale: attraverso l’elencazione dei beni immobili si stabilivano i tributi dovuti dai possessori. Le loro pagine, tuttavia, possono riservare sorprese e offrire molto più di una semplice fotografia della proprietà.
Accanto alle descrizioni dei beni possono infatti comparire piante topografiche, come quelle associate alle proprietà di Giovanni Battista Mantino qui proposte, oppure testimonianze di eventi eccezionali, come la memoria del terremoto del 1703 lasciata dall’anonimo redattore.
Talvolta si incontrano persino curiose testimonianze iconografiche: un piccolo disegno, rinvenuto nell’ultima carta del catasto, sembra raccontare qualcosa che va oltre la funzione originaria del documento.
Catasto preonciario di Villa Celiera, oggi presso il Comune di Civitella Casanova (PE):
1 Originariamente frazione di Civitella Casanova, Celiera viene costituita in Comune autonomo nel 1914, con il nome di Villa Celiera.
Ultimo aggiornamento: 24/08/2026
