2026-06 | Festa della Musica 2026: voci e suoni dei luoghi d’Abruzzo

La 32ª edizione della Festa della Musica, organizzata da AIPFM – Festa della Musica Italia e promossa dal Ministero della Cultura, si terrà domenica 21 giugno 2026 e sarà dedicata al tema La voce dei luoghi.

La Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Abruzzo e del Molise aderisce mediante la pubblicazione di schede informative volte a far conoscere e valorizzare alcuni Archivi sonori di interesse etnomusicologico che raccolgono voci e suoni dei luoghi d’Abruzzo.

Gli Archivi di Etnomusicologia (già Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare), istituzione di riferimento dal 1948 al 1972, per lo sviluppo degli studi etnomusicologici in Italia) sono depositari della più importante raccolta di musiche di tradizione orale rappresentativa delle varie aree geografiche e culturali del nostro paese.

L’Abruzzo, negli Archivi di Etnomusicologia, è rappresentato dalle seguenti sei Raccolte:

Raccolta 3 – Giorgio Nataletti (39 brani) - 1948-1949
Raccolta 24P – Alan Lomax (84 brani) - 1954
Raccolta 41 – Giorgio Nataletti (3 brani) – 1958
Raccolta 44 – Clara Regnoni – Macera (23 brani) - 1958
Raccolta 129 – Diego Carpitella (148 brani) - 1970
Raccolta 135B – Ettore De Carolis (8 brani) - 1987

Fra quelle elencate, si segnalano, in quanto pubblicate e disponibili la Raccolta 3 e la 129.

Giorgio Nataletti, fondatore del Centro, il 20 dicembre del 1948 effettua una ricognizione sul terreno a San Giovanni Teatino dove ritorna il 15 marzo del 1949, raccogliendo la documentazione sonora poi confluita nella Raccolta 3 (39 brani).
Nel 1948 raccoglie “Ballate, stornelli a dispetto, canti di lavoro o legati a occasioni calendariali, dalla festa di Sant’Antonio Abate al Carnevale, ninne nanne, saltarelli e musiche strumentali, per lo più per organetto diatonico e fisarmonica, testimoniano la vivacità di una cultura musicale ancora integra, di cui si documentano anche le prime trasformazioni nei brani raccolti nella frazione Sambuceto, più esposta a trasformazioni perché in pianura, a pochi chilometri di distanza da Pescara, a differenza del nucleo storico del paese che, in collina e più appartato, presenta un repertorio più arcaico per le intenzioni vocali e la timbrica delle voci”.
Nel 1949, Nataletti visita Teramo per registrare le musiche della locale comunità rom, tra le più antiche d’Italia.
(da: Musiche tradizionali in Abruzzo. Le registrazioni di Giorgio Nataletti (1948-49), a cura di Domenico Di Virgilio, Squilibri 2023).

Nel 1970, Diego Carpitella, docente di Storia della musica presso l'Università di Chieti, effettua delle registrazioni a Civitella Messer Raimondo, Gessopalena, Palena e Quadri, raccogliendo musiche e canti rappresentativi della tradizione orale dell'area che confluiscono nella Raccolta 129 del CNSMP, oggi Archivi di Etnomusicologia (Arie di mietitura e canti a dispetto, musiche devozionali e lamenti funebri, ninne nanne e scongiuri ci restituiscono una cultura musicale dai tratti sorprendentemente arcaici, che risaltano negli stili esecutivi e nell'uso della voce, soprattutto femminile, e dell'organetto diatonico come catalizzatore della dimensione strumentale in tempi più recenti.
(da: Musiche tradizionali in Abruzzo. Le registrazioni di Diego Carpitella (1970), a cura di Domenico Di Virgilio, Squilibri 2010).

Sempre in quanto pubblicata e disponibile, si segnala anche il lavoro di raccolta di Elvira Nobilio che, di ritorno dalla Sicilia, dove aveva preso parte alle attività di Danilo Dolci a Partinico, dedica la propria tesi di laurea alla vita tradizionale dei contadini abruzzesi.
Con un piccolo magnetofono e servendosi della mediazione di una coetanea, Antonietta Ciantra, per accostarsi a un mondo a lei del tutto estraneo, tra il 1957 e il 1958 realizza una vasta ricerca tra le campagne di Penne, i cui esiti più rilevanti furono poi pubblicati, nel 1962, in un volume della Biblioteca di Lares”.
“Le storie di vita, i racconti e i canti raccolti sul campo rivelano in realtà un’insospettata capacità di resistenza di una cultura tradizionale che, ancora viva e in funzione, si manifesta soprattutto negli stornelli sul lavoro, nelle forme della religiosità popolare, nelle rappresentazioni del Carnevale, nelle filastrocche e conte per l’infanzia e nei canti iterativi e della tradizione narrativa”.
(da: Omerita Ranalli, Canti e racconti dei contadini d'Abruzzo. Le registrazioni di Elvira Nobilio. 1957-58, Squilibri 2015).

 

Immagini tratte dal volume di Omerita Ranalli e pubblicate per gentile concessione dell'editore Squilibri, con l'autorizzazione dell'autrice.



Ultimo aggiornamento: 24/06/2026